Poiché io ben sento che negli alti cieli
gli angeli, bisbigliando l'uno all'altro,
parola non trovano, fra i loro ardenti accenti,
che sia più devota di quella di "madre"
io già da tempo a te ho dato quel caro nome -
a te che più che madre mi sei e che mi ricolmi
il cuore, dove Morte t'installò, lo spirito
liberando, al contempo, della mia Virginia.
La mia propria madre, che così presto mi lasciò,
non fu che di me solo madre; ma tu sei madre
di colei che io così caramente ho amato:
sicché a me più cara tu sei dell'altra
per quell'infinita via per cui la mia sposa
fu alla mia anima più cara che la vita stessa.
(Edgar Allan Poe)
Una poesia al giorno verrà immesso in questo sito selezionate per voi. Se mi invierete le vostre poesie verranno sicuramente pubblicate! Buona lettura!
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mercoledì 25 marzo 2009
domenica 17 agosto 2008
La madre
Vedova, lavorò senza riposo
per la bambina sua, per quel suo bene
unico, da lo sguardo luminoso;
per essa sopportò tutte le pene,
per darle il pan si logorò la vita,
per darle il sangue si vuotò le vene. -
La bimba crebbe, come una fiorita
di rose a maggio, come una sultana,
da la materna idolatria blandita;
e così piacque a un uom quella sovrana
beltà, che al suo desio la volle avvinta,
e sposa e amante la portò lontana!...
... Batte or la pioggia dal rovaio spinta
ai vetri de la stanza solitaria
ove la madre sta, tacita, vinta:
schiude essa i labbri, quasi in cerca d'aria;
ma pensa: "La diletta ora è felice... ".
E, bianca al par di statua funeraria,
quella sparita forma benedice.
(Ada Negri)
per la bambina sua, per quel suo bene
unico, da lo sguardo luminoso;
per essa sopportò tutte le pene,
per darle il pan si logorò la vita,
per darle il sangue si vuotò le vene. -
La bimba crebbe, come una fiorita
di rose a maggio, come una sultana,
da la materna idolatria blandita;
e così piacque a un uom quella sovrana
beltà, che al suo desio la volle avvinta,
e sposa e amante la portò lontana!...
... Batte or la pioggia dal rovaio spinta
ai vetri de la stanza solitaria
ove la madre sta, tacita, vinta:
schiude essa i labbri, quasi in cerca d'aria;
ma pensa: "La diletta ora è felice... ".
E, bianca al par di statua funeraria,
quella sparita forma benedice.
(Ada Negri)
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