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mercoledì 7 gennaio 2009

Magra dagli occhi lustri

Magra dagli occhi lustri,
dai pomelli accesi,
la mia anima torbida che cerca
chi le somigli
trova te che sull'uscio aspetti gli uomini.

Tu sei la mia sorella di quest'ora.

Accompagnarti in qualche trattoria
di passoporto
e guardarti mangiare avidamente!
E coricarmi senza desiderio
nel tuo letto!
Cadavere vicino ad un cadavere
bere dalla tua vista l'amarezza
come la spugna secca beve l'acqua!

Toccare le tue mani i tuoi capelli
che pure a te qualcuno avrà raccolto
in un piccolo ciuffo sulla testa!
E sentirmi guardato dai tuoi occhi
ostili, poveretta, e tormentarti
domandandoti il nome di tua madre...

Nessuna gioia vale questo amaro:
poterti far piangere,
potere piangere con te.

(Camillo Sbarbaro)

giovedì 9 ottobre 2008

A volte mentre vado al sole

A volte mentre vado al sole
e gli aspetti del mondo accolgo e il cuore
quasi m'opprime l'amorosa ressa,
ombra il sole ecco farsi l'ombra, gelo.

Un cieco mi par d'essere che va
lungo la sponda d'un immenso fiume.
Scorrono sotto l'acque maestose;
ma non le vede lui: il poco sole
lui si prende beato. E se gli giunge
a tratti mormorar d'acque, lo crede
ronzio d'orecchi illusi.

Perché a me par vivendo questa mia
povera vita, un'altra rasentarne
come nel sonno; e che quel sonno sia
la mia vita presente.

Un vago sentimento allor mi coglie,
uno sgomento pueril.
Mi siedo
dove sono, sul ciglio della strada,
miro il misero mio angusto mondo
e carezzo con man che trema l'erba.

(Camillo Sbarbaro)

martedì 30 settembre 2008

Magra dagli occhi lustri,

Magra dagli occhi lustri,
dai pomelli accesi,
la mia anima torbida
che cerca chi le somigli
trova te che sull'uscio
aspetti gli uomini.

Tu sei la mia sorella di quest'ora.

Accompagnarti in qualche
trattoria di passoporto
e guardarti mangiare avidamente!
E coricarmi senza desiderio
nel tuo letto!

Cadavere vicino ad un cadavere
bere dalla tua vista l'amarezza
come la spugna secca beve l'acqua!

Toccare le tue mani i tuoi capelli
che pure a te qualcuno avrà raccolto
in un piccolo ciuffo sulla testa!

E sentirmi guardato dai tuoi occhi
ostili, poveretta, e tormentarti
domandandoti il nome di tua madre

Leggera si muove sopra
i fiori trapuntati del letto
sfiora i quadrati del pavimento
si sposta scivolando
sulle pareti di stoffa
... sotto il tuo corpo si nasconde
quando stanco
posi la testa sul cuscino.

La cerco con lo sguardo
già sicura di non trovarla
quando al mattino
solo l'aria
profuma di te.

(Camillo Sbarbaro)

mercoledì 25 giugno 2008

Notte

Mi desto dal penoso sonno solo
nel cuore della notte.
Tace intorno
la casa come vuota e laggiù brilla
silenzioso coi suoi lumi un porto.
Ma sì freddi e remoti son quei lumi
e sì alto il silenzio nella casa
che mi levo sui gomiti in ascolto.
Improvviso terrore mi sorprende
il fiato e allarga nella notte gli occhi:
separata dal resto della casa
separata dal resto della terra
è la mia vita ed io son solo al mondo.

Poi il ricordo delle trite vie
e dei nomi e dei volti consueti
emerge come spiaggia da marea
e di me sorridendo mi riadagio.

Ma svanita col sonno la paura,
un gelo in fondo all'anima rimane:
io tra gli uomini vado
curioso di lor ma come estraneo;
ed alcuno non ho nelle cui mani
metter le mani
e col quale di me dimenticarmi.
(Camillo Sbarbaro)