Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde, e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.
Non le voglio vedere: m'accora il loro aspetto,
la memoria m'accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.
Non mi voglio voltare, ch'io non scorga, in un brivido,
come s'allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.
(Costantino Kavafis (Kostantinos Petrou Kavafis))
domenica 5 settembre 2010
Candele
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martedì 31 agosto 2010
Si si
Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra
Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo
Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.
(Charles Bukowski)
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mercoledì 25 agosto 2010
A Climene
Mistiche barcarole,
romanze senza parole,
cara, poiché i tuoi occhi
color del cielo,
poiché questa tua voce,
insolita visione che mi scuote
e mi turba l'orizzonte
della ragione,
poiché l'aroma insigne
del tuo pallore di cigno,
e poiché il candore
del tuo odore,
poiché tutto il tuo essere,
musica penetrante,
nimbi d'angelo morti,
toni e profumi,
ha condotto il mio cuore
sottile in sua corrispondenza
con alme e cadenze,
così sia !!!
(Paul Verlaine)
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venerdì 20 agosto 2010
Pianto della notte
Tacciono i boschi e i fiumi,
e'l mar senza onda giace,
ne le spelonche i venti han tregua e pace,
e ne la notte bruna
alto silenzio fa la bianca luna;
e noi tegnamo ascose
le dolcezze morose.
Amor non parli o spiri,
sien muti i baci e muti i miei sospiri.
Qual rugiada o qual pianto,
quai lagrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto de le stelle?
E perché seminò la bianca luna
di cristalline stelle un puro nembo
a l'erba fresca in grembo?
Perché ne l'aria bruna
s'udian, quasi dolendo, intorno intorno
gir l'aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?
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