Come un cieco
che chiede perdono al sole
mi tormento per il suo destino.
Trovo gradevole
l'avermi coinvolto
col suo dolore.
Ho cercato di consolarmi
della sua disperazione
occupandomi di lui.
Morso dalla presunzione
dell'esperienza
gli ho regalato
l'illusione
di un esclusiva
inutile protezione.
Se continuo ad alimentare
la mia sincerità
finisco per torturare
la sua desolazione.
(Gian Genta)
Una poesia al giorno verrà immesso in questo sito selezionate per voi. Se mi invierete le vostre poesie verranno sicuramente pubblicate! Buona lettura!
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sabato 22 novembre 2008
giovedì 10 luglio 2008
Brucia, mio dolce cuore
Brucia ogni attimo nel dolore del mondo,
sciogliendoti alla fiamma della sua vita;
diventa puro, splendente, delicato!
Brucia, mio dolce cuore
Con le tue lacrime d'oro limpide e pure
tendi l'immagine della vita sacra e perfetta;
distribuisci un po' di te in tutto il mondo;
sciogliti, sciogliti, mio cuore impaziente!
La dolce libertà è il tuo solo legame;
diventa profumato, tu che sei senza odore;
da' la forma alla tua informità;
forgiati, cuore mio;
brucia, mio dolce cuore!
(Sumitranandan Pant) consigliato da Ali di gesso
sciogliendoti alla fiamma della sua vita;
diventa puro, splendente, delicato!
Brucia, mio dolce cuore
Con le tue lacrime d'oro limpide e pure
tendi l'immagine della vita sacra e perfetta;
distribuisci un po' di te in tutto il mondo;
sciogliti, sciogliti, mio cuore impaziente!
La dolce libertà è il tuo solo legame;
diventa profumato, tu che sei senza odore;
da' la forma alla tua informità;
forgiati, cuore mio;
brucia, mio dolce cuore!
(Sumitranandan Pant) consigliato da Ali di gesso
martedì 1 luglio 2008
Gioia e dolore
Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore",
e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme,
e se l'una siede con voi alla vostra mensa,
ricordate che l'altro
è addormentato nel vostro letto.
(Kahlil Gibran)
e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme,
e se l'una siede con voi alla vostra mensa,
ricordate che l'altro
è addormentato nel vostro letto.
(Kahlil Gibran)
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